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Dispense tecniche

Trovandomi a tenere dei corsi di formazione presso alcuni Centri Universitari e meno, dove la partecipazione al Master non richiedeva particolari conoscenze tecniche, ho cercato di semplificare e illustrare in maniera agile alcuni concetti fondamentali della fisica fotografica, spero che i puristi e i Grandi Dottori della Fotografia non si offendano, ma certe volte bisogna partire da zero.

INTRODUZIONE ALLA RIPRESA

Concetti fondamentali della fisica fotografica.

APPUNTI

Alcune definizioni di base

OTTURATORE

Parametri di esposizione.

SULLA RISOLUZIONE E SULLA TRASMISSIONE

Di seguito alcuni stralci e appunti per riassumere alcuni concetti base.

Recentemente mi è successo di passare dalla parte della cattedra, insegnante di un Master di fotografia in un’Università romana pochi metri dai banchi, solo che lo sguardo è rivolto in direzione contraria, e alle spalle non hai i tuoi amici, ma una lavagna nera, fa la differenza.
Sembra uno spazio infinito, tornano gli odori dell’infanzia e con essi anche il senso delle proporzioni, tutto appare più grande e misterioso, un posto di passaggio nel percorso di crescita,  ora invece è un posto scomodo, voglio dire che i silenzi possono essere molto imbarazzanti e le risposte alle domande, assumono un tono definitivo.
La prima considerazione e il mio primo intento è stato quello di raccontare, con macchina da presa alla mano, quello che io credo sia la mia professione, o meglio un mestiere. Quindi ho cercato di demolire in parte il numero dei pixel e demoltiplicare i K invece di rincorrerli.
Il nostro è un mestiere che migliora nel tempo, acquisendo esperienza e registrando tutti gli input delle persone con cui vieni a contatto.

È un mestiere che con le parole descrivi delle immagini che ancora non esistono e che avranno bisogno di una messa in scena per esistere, e una volta “registrate”, resisteranno nel tempo come una realtà a se stante, è un mestiere che non può o meglio non dovrebbe mai finire di muoversi insieme alle immagini, non ci può essere stanchezza visiva, il risultato ne risente subito.

E’ una professione che richiede competenza tecnica, ma soprattutto cultura visiva e se possibile anche cultura generale, capacità di ascoltare e di non soverchiare le potenzialità anche se non ben espresse, di chi sta vicino, è un lavoro di pazienza e di talento, di istinto ma anche di lucida capacità imprenditoriale.

Io credo fermamente che la fotografia di un film sia l’incontro di tante potenzialità diverse, e il budget a disposizione non è neanche la voce più significativa, nei miei lavori non applico mai un’impostazione fotografica preconcetta, per questo il risultato sono film molto diversi tra loro.

Quello che ho cercato di spiegare è che mai come oggi il potenziale di ripresa è ricco e vario, ci sono infiniti modelli di macchine da ripresa che possono soddisfare qualsiasi esigenza, sistemi di ripresa e stabilizzatori digitali alla portata di tutti, programmi di editing e di color che possono garantire risultati eccellenti anche su computer personali, droni che possono volare leggeri e discreti, quello che deve essere chiaro e cosa e come si vuole raccontare una storia.
La tecnica ha i mezzi per gestire un’immaginazione veramente infinita, quindi il ruolo del direttore della fotografia, oggi più di prima e fare si che questa tecnica non venga fagocitata dal mondo numerico e aggressivo di pixel e K, ma rimanga qualcosa a disposizione della creatività della regia e non un ostacolo tra l’idea e la messa in scena.
Non deve essere la capacità di un disco rigido a determinare le nostre scelte.
Non sono le linee di un sensore a gestire la nostra sensibilità, ma siamo noi che possiamo scegliere cosa è meglio e come utilizzarlo, per questo ho portato una serie di esempi con situazioni e macchine diverse tra loro.
Siamo molto ricchi di mezzi in questo squarcio di nuovo secolo, la fantascienza appartiene al passato, credo che Dziga Vertov si sarebbe divertito molto a passeggiare anche con una ‘semplice’ Gopro.

UN TESTO CONSIGLIATO

Il mondo del digitale è fatto di numerosissime formule e conoscenze tecniche, per approfondirlo ci vuole tempo e volontà, ma è importante capire che stiamo parlando di macchine che trasmettono e ricevono dati, di sensori e delle loro caratteristiche.
Per chi volesse approfondire, consiglio un ottimo testo in lingua inglese:

David Stump

Cinematography: Fundamentals, Tools, Techniques, and Workflows